Big Girl

di Isabella Falbo

L’edizione numero 13 del Miart ha portato fortuna, concludendosi in linea al trend positivo del mercato internazionale con soddisfazione da parte dei galleristi e registrando una ricca affluenza di pubblico con oltre 38mila presenze.

Tra le vendite registrate, grandi maestri del moderno come De Maria, Pascali, Tancredi, Warhol e Fontana, con valori che raggiungono i due milioni di euro; La Galleria Agnellini di Brescia ha venduto due opere di Warhol, a cui ha dedicato tutto lo stand, stimate rispettivamente 500 e 600 mila Euro, mentre la Galleria Tornabuoni ha venduto pezzi importanti di Pascali e Tancredi.

Nel settore Contemporaneo, la milanese Galleria Cardi ha venduto quasi tutte le opere presenti nello stand, fra cui un lavoro di De Maria stimato 250.000 euro, hanno riscosso grande successo le opere dell’artista cinese Kwang Chi Tseng, presentato dalla galleria londinese Ben Brown e i gioielli d’artista, creazioni inedite di Ron Arad e di Anish Kapoor stimate fra i 2.000 ed i 3.500 Euro.

La galleria Curti Gambuzzi ha presentato in anteprima per l’Italia, gli indiani Sheba Cachi e Nataraj Sharma oltre i lavori di Michad Joo, definito da Damien Hirst come uno dei migliori artisti emergenti apparsi sulla scena internazionale.

Molta soddisfazione anche da parte delle gallerie straniere come la giapponese Kitai, che ha dichiarato di aver quasi esaurito le proprie opere, come anche la galleria Rubin e Corsoveneziaotto.

Percorrendo il padiglione contemporaneo, imperdibile la Big girl scolpita da Gehard Demetz, catturavano l’attenzione le giovani Ofelie contemporanee di Carla Bedini, invitavano alla riflessione i carboncini “blakiani” su carta di Simone Pellegrini.

Particolarmente interessante l’opera Castelli di sabbia di Corrado Bonomi, proposta dalla galleria Valente Arte Contemporanea, scultura di un castello di sabbia con inserita una “finestra tecnologica” della memoria, giusto per ricordare che tuttavia l’arte è sempre un gioco.

Fermento si è registrato anche nel settore Anteprima, area espositiva in cui si sono concentrate le ricerche artistiche under 35. Fra gli espositori di questo settore, la Federico Bianchi Contemporary Art di Lecco con, fra le altre, apprezzate opere di Vénera Kastrati, la galleria Obraz di Milano nel cui stand, allestito secondo il progetto Bed Experience, spiccava la scultura-installazione a forma di letto di Tamara Ferioli realizzata con 2808 filtri di tè cuciti insieme, rappresentante la rimozione dei traumi infantili.

Il settore Anteprima ospitava inoltre i progetti Bourgeois Plaisir, promosso da Farronato e i due progetti speciali Focus Buenos Aires e Nuevos Territorios Americanos, rispettivamente curati da Adriana Forconi ed Omar-Pascual Castello.

Bourgeois Plaisir ha coinvolto 5 giovanissime gallerie italiane che hanno colto lo spirito del progetto re-interpretando lo spazio espositivo come spazio domestico.

La galleria Citric di Brescia ha prediletto un allestimento composto da numerosi piccoli pezzi, adatti, spiega la direttrice Lavinia Muscat, anche per le piccole dimensioni di tante dimore cittadine contemporanee. Tiboni Arte Contemporanea di Bologna, ha proposto invece un interno di gusto borghese “arredato” da Sergio Breviario con opere che spaziavano dalla pittura alla fotografia, alla scultura, secondo un mixed media caratteristico della sua pratica artistica.

Pianissimo di Milano, ha proposto un anticonvenzionale interno dark dove, tra affissioni di gusto funerario e una gabbia aperta contenente tasselli di puzzle compariva la scritta All that I have seen means nothing to me.

La galleria Pantaleone di Palermo ha presentato “la casa del collezionista” con tanto di carta da parati di Francesco Simeti, Spazio A di Pistoia, “l’ufficio” con Lampada puntata nel buio Margherita Moscardini.

Molto interesse hanno suscitato le proposte degli artisti latinoamericani nel close-up su Buenos Aires, motore prepulsore metonimico di tutta l’Argentina, tra cui vanno segnalati, il cubano Lyle Bedia, già inserito nelle collezioni dei più importanti musei internazionali e il giovanissimo Diego Beyrò, presentato dalla Galleria Wussmann di Buenos Aires.

Con Nuevos Territorios Americanos, il curatore cubano Omar-Pascual Castello ha proposto artisti latinoamericani operanti in realtà internazionali tra gli Stati Uniti e l’Europa, quali punto di osservazione di un dialogo ancora aperto. Molto interessante la serie di Lisat Costillo, proposta da Bonelli Arte Contemporanea Mantova/Los Angeles, che attraverso la fotografia cattura lo sgretolamento dei simboli del mondo globalizzato, sculture di sabbia che nel loro crollare rappresentando il disfacimento della società contemporanea. Notevoli e di grande appeal le proposte di Germán Gómez, presentato dalla galleria El Museo di Bogotá, con il suo “taglia e cuci” delle identità. Divertenti le Pink Girls di Manuel Pardo, presente per la prima volta in Italia con la Gary Marotta fine Art Provincetown, Boston.

In generale, questa edizione della fiera si è caratterizzata con la proposta di tanta pittura, molta fotografia, varie installazioni e sculture e pochissimo video.

Tra i rari video d’arte spiccava Fratelli Fava di Cosimo Terlizzi, molto apprezzato e venduto, presentato da Bonelli Arte Contemporanea.

Rispetto l’edizione dello scorso anno, la partecipazione delle gallerie straniere è raddoppiata, da 32 a 65, risultato della politica di sviluppo e di rafforzamento perseguita da Fiera Milano International per Miart, che punta ad affiancare all’offerta italiana prestigiose presenze straniere e, come dimostrano i numeri, Miart 2008 si consolida come evento importante nel sistema dell’arte, crescendo e consolidandosi.


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Miart 2008


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