Sono Andrea Di Marco, Michelangelo Galliani e Giuseppe Rado gli artisti che si sono aggiudicati il Premio Fabbri per l’Arte, la rassegna biennale giunta alla sua seconda edizione, che riapre la strada ad un mecenatismo moderno riproponendolo al mondo industriale e culturale del nostro paese.

Ad essere premiate dalla giuria composta dal presidente Umberto Fabbri e alcuni tra gli artisti della scorsa edizione (Aldo Damioli, Fulvio Di Piazza, Roberto Floreani e Gianmarco Montesano), un’opera pittorica, una scultura e una fotografia. Generi diversissimi tra loro che hanno saputo interpretare lo spirito della Fabbri e del suo ruolo sulla scena italiana e internazionale.

Il riconoscimento giunge ad Andrea di Marco e al suo Peso dolce per la qualità della sua pittura che con ironia e sapienza è riuscito a cogliere un’immagine solare e luminosa che al meglio rappresenta l’italianità dell’azienda. Una fattualità sapiente e classicheggiante che riprende elementi storici con qualche ironica concessione al modernismo è valsa la premiazione alla scultura di Michelangelo Galliani (Ancora una), a sottolineare un legame con la tradizione che non teme la spinta innovativa. Di chiara derivazione cinematografica con uno spiccato sguardo intimista è invece l’opera fotografica Amarena liberi tutti di Giuseppe Rado, che con un suggestivo uso della luce strizza l’occhio ad un paesaggio infantile ludico e nostalgico.

La mostra, inaugurata il 27 ottobre, ha visto la partecipazione di nomi di spicco nel mondo artistico come gli irriverenti autori del collettivo ConiglioViola, Paolo Maggis con la fisicità dei suoi dipinti, la “sorridente cattiveria” di Antonio Riello, l’antropomorfismo degli intro-rilievi di Giovanni Ruggiero e l’ironia colta di Vanni Cuoghi. Hanno trovato spazio all’interno della mostra anche le opere del giovane artista Matteo Bergamasco ricche di colori sgargianti, le visioni mistiche-oniriche di Davide Coltro, l’alchimia delle incisioni di Marcello Jori così come le installazioni del giovane Nero (Alessandro Neretti).

La figura umana diventa protagonista nelle originali e provocatorie ceramiche di Andrea Salvatori, nei lineamenti sensuali di Nicola Samorì, nei dittici fotografici di Nicola Vinci e nel giocoso profilo rinascimentale di Adriano Tetti (Mistiche Nutelle). Una figura che ritroviamo anche negli scenari metropolitani di Luca Zampetti o in quelli più intimi di Massimiliano Zaffino.

Le opere esposte sono raccolte in un catalogo edito da Electa con commento critico di Marina Mojana, curatrice della mostra, e un contributo del giornalista-opinionista Angelo Bucarelli.

Il Premio intende collocarsi all’interno di un percorso che lega la Fabbri al mondo dell’arte fin dai suoi primi anni di vita. È infatti il fondatore stesso, Gennaro Fabbri, che nei primi anni del Novecento commissiona ad alcuni dei ceramisti più in voga dell’epoca il vaso dell’Amarena. E sarà uno di questi, l’artista Gatti di Faenza, a realizzare il vaso dai caratteristici decori bianchi e blu ancora oggi simbolo dell’azienda.

Il legame tra Fabbri e l’arte si rafforza ancora negli anni del Carosello, quando viene mandato in onda “Un pittore alla settimana”, una serie di filmati pubblicitari in cui artisti emergenti diventano testimonial aziendali e vengono ripresi nell’intento di creare le loro opere. Tra gli artisti che prenderanno parte a questa serie televisiva il giovane Guttuso che lascerà alla Fabbri un importante dipinto.

Con il Premio Fabbri per l’Arte si rinnova una tradizione di mecenatismo che assume connotati moderni: viene così riproposta un’attitudine aziendale che riapre la strada alla vocazione artistica.

UN SECOLO ED OLTRE

Periodo:
dal 27 ottobre al 25 novembre 2007

Sede:
Fondazione del Monte
Via delle Donzelle 2
Bologna

Orari:
dal lunedì alla domenica, 10.00 - 19.00

ingresso libero


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Premio Fabbri 2008


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